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Giovedì 07 Maggio 2026

SORRIDENDO — il Blog di Nicola Belcari

Nicola Belcari

Ex prof. di Lettere e di Storia dell’arte, ex bibliotecario; ex giovane, ex sano come un pesce; dilettante di pittura e composizione artistica, giocatore di dama, con la passione per gli scacchi; amante della parola scritta

I nemici della verità

di Nicola Belcari - Giovedì 07 Maggio 2026 ore 08:00

I nemici della verità sono un esercito. Nel senso del numero (ma sono anche agguerriti): innumerevoli e predominanti nel panorama dei dibattiti mediatici. Non marciano compatti, anzi i capifila si scontrano nei salotti televisivi.

Una precisazione. Alcuni per dare un’immagine di sé moderna e aggiornata sostengono che la tivvù sia superata e sorpassata e non sposti conoscenze e convinzioni. Mi permetto di dubitarne. Quando avremo i risultati di un eventuale, nonché auspicabile, sondaggio, ove mai si svolgesse, scopriremo che non uno su cento tra gli interpellati non sa chi fosse Pippo Baudo o Raffaella Carrà mentre invece sono molti e più del previsto quanti non sanno chi sia Raffaello o Tiziano.

Perché dobbiamo assistere a dispute tra individui con una tesi da difendere, senza obiettività, né libertà di pensiero, né sana spregiudicatezza? Lo spettacolo annoia, non ha exploit (o sorprese), non arricchisce, e finisce nei casi estremi per essere rivoltante e stomachevole.

Avere una filosofia di vita (o un’ideologia) non comporta mancare di libertà di giudizio. Possiamo aspirare a un’opinione personale non condizionata dall’appartenenza a partiti o altre organizzazioni che funziona come un interesse di bottega.

Già che la Verità assoluta è irraggiungibile non avremmo bisogno di mestatori e venditori di fumo. La maniera più diffusa di tradirla è la mezza-verità, la “dimenticanza” di ciò che è scomodo.

La schiera dei nemici della verità è varia e folta. Tra questi vari politici (per obbedienza e mestiere) giornalisti (per dipendenza da una linea editoriale) e avvocati si distinguono per professionalità nel compito ingrato; gli ultimi annoverano nella categoria alcuni azzeccagarbugli al servizio di reati anche infamanti nei casi più gravi, nemici della verità per lavoro, veri specialisti nel confezionare realtà alternative al servizio di clienti facoltosi, un tributo di fede alla disonestà riconosciuto lecito e persino ammirabile nei più talentosi. Non si offendano i loro colleghi, la maggior parte, corretti ed equanimi e che per amore della giustizia scelsero quegli studi, se altri disonorano il titolo che li accomuna.

Tra i protagonisti del dibattito mediatico spesso non c’è l’amore della verità, né la sua ricerca, c’è lo spasmodico scopo di convincere l’uditorio. Tra loro non sono migliori i cerchiobottisti che spacciano superiore e nobile imparzialità; il loro stile consiste nel dichiarare ovvietà secondo il senso comune, nei distinguo pelosi, nell’evitare i commenti delle questioni spinose o compromettenti.

Stupisce che la faziosità sia anche dei comuni cittadini senza legami o appartenenza che non avrebbero motivo di rinunciare allo spirito critico, con l’incapacità di ragionare con la propria testa. La schiera dei rinunciatari alla Verità è equamente ripartita tra coloro in buonafede e quelli in malafede.

Un’ultima considerazione. Se una divisione, sia pure generica, grossolana o di comodo nella visione del mondo è quella tra destra e sinistra, forse non s’è ancora capito che tanti nemici della destra stanno nella destra e tanti nemici della sinistra stanno nella sinistra?

Nicola Belcari

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