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Attualità martedì 24 gennaio 2023 ore 18:40

Spesa e prezzi, ecco le città più care della Toscana

persona spinge carrello della spesa

A guidare la classifica dei rincari nel 2022 è stata Arezzo: qui le famiglie hanno speso 528 euro in più. La situazione provincia per provincia



TOSCANA — Arezzo regina dei rincari sulla spesa alimentare, con i residenti della provincia che nel 2022 hanno speso per mettere in tavola colazione, pranzo e cena 528 euro in più. Al polo opposto la provincia di Pisa, quella in cui la stangata si è abbattuta di meno in Toscana ma le cui famiglie hanno comunque sborsato 387 euro in più per riempire o quasi il carrello. 

Nel mezzo tutto il ventaglio variabile dei rincari, con la corsa dei prezzi innescata dall'inflazione ed esplorata territorio per territorio da Coldiretti Toscana su base dati Istat relativi all'intero 2022. La forbice dei maggiori costi sostenuti dai toscani non è esigua, visto che fra la prima e l'ultima provincia - Arezzo e Pisa appunto - c'è un divario di 141 euro annui.

L'esborso medio annuale su base regionale a famiglia è stato di 463 euro in più per l’acquisto di prodotti alimentari e bevande analcoliche. Al secondo posto dopo Arezzo ecco la provincia di Grosseto che con 517 euro di spesa in più a nucleo familiare ha chiuso l’anno con il tasso di inflazione più alto di tutta la regione (+12,7%) contro una media del 12% stabile rispetto al mese di Novembre 2022. 

Al terzo posto c'è Pistoia con 500 euro, tallonata con 489 euro al quarto posto dalla provincia di Massa-Carrara che precede Firenze (478 euro e quinta posizione). Seguono poi Livorno con 453 euro, Siena con 444 euro e Lucca con 410 euro. Chiude la classifica, come anticipato, Pisa con 387 euro di rincari.

La corsa dei prezzi prodotto per prodotto

Complessivamente tutte le famiglie insieme hanno speso, considerando l’inflazione media per ogni singola voce, 845 milioni di euro in più per l’acquisto di prodotti alimentari e bevande analcoliche a causa di un incremento medio dell’inflazione dell’8,2% con la classifica degli aumenti che è guidata da pane, pasta e cereali (+160 milioni) davanti a verdura (+159 milioni) e carni (+143 milioni). 

Al quarto posto ci sono latte formaggi e uova – elenca Coldiretti Toscana - che precedono il pesce, rincarato di 69 milioni di euro. Seguono olio, burro e grassi (+52 milioni), che è però la categoria che nel 2022 ha visto correre maggiormente i prezzi con una inflazione media del 17,9% e le bevande analcoliche (dal caffè alle acque minerali fino ai succhi) a parimerito (+52 milioni). Chiudono la classifica degli aumenti a zucchero, confetture, miele, cioccolato e dolci (+25 milioni) e sale, condimenti e alimenti per bambini (+13 milioni).

Cosa incide sui costi

Nel comparto agricolo si registrano aumenti dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio fino al +500% delle bollette per pompare l’acqua per l’irrigazione dei raccolti. Ma aumenti riguardano anche l’alimentare con il vetro che costa oltre il 50% in più rispetto allo scorso anno, il 15% il tetrapack, il 35% le etichette, il 45% il cartone, il 60% i barattoli di banda stagnata, fino ad arrivare al +70% per la plastica, secondo l’analisi Coldiretti.

Se i prezzi per le famiglie corrono, dunque, l’aumento dei costi colpisce duramente l’intera filiera agroalimentare a partire dalle campagne, denuncia l'associazione regionale degli agricoltori. Più di 1 azienda agricola su 10 (13%) è in una situazione così critica da portare alla cessazione dell’attività ma ben oltre 1/3 del totale (34%) si trova comunque costretta in questo momento a lavorare in una condizione di reddito negativo per effetto dei rincari, secondo il Crea. 

L'analisi dei dati

Impennata dei costi energetici e di produzione e guerra in Ucraina

“A spingere l’inflazione a livelli record sono stati in questo folle 2022 l’aumento dei costi energetici e di produzione alimentati dagli effetti del conflitto in Ucraina per cui, purtroppo, non si intravede ancora una soluzione. – spiega Fabrizio Filippi, Presidente Coldiretti Toscana – Le famiglie per difendersi dallo tsunami dei rincari hanno dovuto adattarsi cercando prodotti con sconti, girando anche per più punti vendita alla ricerca del prezzo più conveniente oppure tornando all’abitudine di fare la lista della spesa per scoraggiare gli acquisti compulsivi. Piccole strategie che, insieme a tante buone pratiche quotidiane che hanno messo in atto come una più attenta lotta agli sprechi e una migliore gestione dei costi energetici con il 77% che ha affermato di ridurre le temperature e le ore di utilizzo dei riscaldamenti, hanno sicuramente alleviato l’impatto”.

“Il 2022 è stato un anno durissimo che ha sfiancato la fiducia di famiglie ed imprese e creato un clima di pessimismo soprattutto per quanto riguarda la situazione economica. L’anno si è chiuso con un tasso di inflazione stabile anche se con molte differenze tra territorio e territorio. – conclude il Presidente di Coldiretti Toscana, Fabrizio Filippi - La piccola crescita del Pil regionale prevista per il 2023, ed i successivi due anni dall’Irpet, sarà condizionata inevitabilmente dai fattori guerra, inflazione e clima. L’agricoltura può fornire molte delle risposte di cui il Paese ha bisogno sia dal punto di vista della produzione di cibo che di energia pulita contribuendo in maniera determinante ad una nuova stagione di crescita”.


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