Cronaca Giovedì 30 Luglio 2026 ore 09:15
Truffa 'porta a porta', raggirate 1.200 anziane

Sei persone sono indagate nell'ambito di un'inchiesta sull'oscuro sistema di vendita di casalinghi a domicilio. Vittime anche in tutta la Toscana
TOSCANA / PADOVA — Oltre 1.200 anziane signore truffate in Toscana e nel resto d'Italia con un nebuloso sistema di vendita porta a porta di casalinghi e 6 indagati per i quali adesso è stato richiesto il rinvio a giudizio per estorsione, truffa e riciclaggio dei proventi illeciti: è il passo avanti nell'inchiesta che ha portato la guardia di finanza di Padova a individuare una presunta associazione a delinquere dedita proprio a questo tipo di condotte.
Profitto di reato: 2 milioni e mezzo di euro per il cui equivalente sono stati effettuati i sequestri nei confronti delle persone ritenute coinvolte, 5 di loro già destinatarie di misure cautelari fra cui una in carcere e due agli arresti domiciliari.
In Toscana sono state individuate vittime nelle province di Arezzo, Firenze, Grosseto, Lucca, Prato e Siena. Nel resto d'Italia sono stati interessati dalle indagini i territori provinciali di Alessandria, Ancona, Asti, Belluno, Bergamo, Bologna, Bolzano, Brescia, Como, Cremona, Cuneo, Ferrara, Forlì Cesena, Genova, Gorizia, Lecco, Lodi, Macerata, Mantova, Milano, Modena, Monza-Brianza, Novara, la stessa Padova e poi Parma, Pavia, Perugia, Pesaro-Urbino, Piacenza, Pordenone, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Rovigo, Savona, Siena, Sondrio, Torino, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vicenza.
Cosa ha scoperto l'inchiesta
Le indagini erano partite da normali controlli. Le Fiamme Gialle avevano sott'occhio alcune persone che abitualmente tenevano un alto tenore di vita, spostandosi a bordo di auto di lusso e frequentando locali esclusivi della movida padovana. Ad attirare l'attenzione dei finanzieri erano la discrepanza con quanto dichiarato da questi ultimi al fisco, ma anche poi le anomalie nella clientela della società da loro amministrata, composta integralmente da donne ultrasessantenni.
Ne è emerso che tramite una rete di agenti di vendita e grazie a elenchi nominativi comprati da altre società del medesimo settore venivano raggiunte le case di anziani, casalinghe, pensionati e persone sole a cui sarebbe stato detto che, "in virtù di un pregresso contratto di acquisto stipulato anni prima anche con altre imprese di vendite a domicilio, erano obbligate ad acquistare articoli casalinghi".
Ferri da stiro, set di pentole, materassi, topper, cuscini, lenzuola, poltrone reclinabili, dispositivi elettromedicali di magnetoterapia erano presentati come di ottima qualità, ma in realtà erano di scarso valore e venivano venduti a un prezzo compreso tra 5.000 e 7.000 euro anche ad anziane con la pensione minima. Da lì, visto che per loro pagare era spesso impossibile, l’accensione di un finanziamento presso primarie società di credito al consumo.
"In caso di rifiuto o resistenze da parte delle anziane, gli indagati minacciavano di adire le vie legali, sostenendo che il contratto di acquisto sottoscritto negli anni precedenti comportava, a loro avviso, ancora l’obbligo di ulteriori acquisti: da qui la contestata condotta di estorsione", spiega una nota della Finanza.
Vita superlusso grazie a ricarichi fino all'800%
I profitti delle condotte criminali, derivanti da ricarichi fino all’800% sui prodotti venduti e dalle provvigioni riconosciute dalle società di finanziamento per ogni singola concessione di credito al consumo, avevano consentito ai principali indagati del sodalizio di condurre uno stile di vita sfarzoso.
Per i truffati l'angoscia dei pagamenti, per i presunti truffatori vacanze da sogno, frequentazione di raffinati ristoranti, acquisti di abbigliamento ed accessori presso le più famose maison di alta moda, noleggio di autovetture di lusso quali Ferrari, Lamborghini, Bentley e Porsche.
Ma ora basta: "La complessa indagine della Guardia di Finanza di Padova, svolta sotto la direzione e il coordinamento della locale Procura della Repubblica, ha permesso di bloccare l’operato di uno spregiudicato sodalizio criminale, a tutela delle fasce deboli della popolazione", scrivono le Fiamme Gialle in una nota.
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