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Attualità Giovedì 02 Luglio 2026 ore 11:45

Affitti sempre più cari, la mappa dei prezzi

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La Toscana è terza in Italia per costo dei canoni di locazione che continuano a salire. Exploit Massa, Lucca cede, Firenze più cara di Venezia e Roma



TOSCANA — Exploit di primavera a Massa per gli affitti, con un rincaro dei costi al metro quadro che ha segnato il 9,5% piazzandosi fra i più elevati d'Italia dopo Verona (11,8%) e prima di Reggio Calabria (9,1%), mentre Firenze pur crescendo di poco resta più cara di Venezia e Roma e Lucca invece in controtendenza cede. In generale insomma in Toscana i prezzi nel secondo trimestre 2026 sono aumentati, per una media regionale del +3,5% a fronte del 4,2% italiano. 

La fotografia è firmata Idealista, il cui ufficio studi ha effettuato una ricognizione che immortala un mercato a due velocità, proprio come avviene per le compravendite sempre più polarizzate. 

Analizzando l'andamento nei capoluoghi, il 61% delle città italiane (il 61%) ha visto un aumento dei canoni durante la primavera. Fra gli incrementi più marcati, come anticipato, spicca il secondo posto di Massa col +9,5%.

Nei principali mercati della locazione si osserva un andamento più contrastato: Torino segna un +4,7% e Bologna cresce del 2%. Aumenti più contenuti a Catania e a Firenze (0,7%) dove però i prezzi sono già alle stelle: 22,3 euro al metro quadro, il secondo più caro d'Italia dopo Milano (23,3 euro/mq) e prima persino di Venezia (21,7 euro/mq) e Roma (19,8 euro/mq) e Bologna (17,5 euro/m²).

Le pretese dei proprietari scendono invece in 33 centri italiani fra cui Lucca che col suo -8,4% è seconda in Italia solo a Savona (-9%) mentre si lascia alle spalle Rovigo (-8,2%) e Salerno (-7,4%).

Le province

Nel secondo trimestre dell'anno, oltre l'80% delle province italiane ha registrato un aumento dei canoni di locazione. Le province a vocazione turistica e bassa densità demografica si confermano le più sensibili alle oscillazioni di prezzo.

Così si spiegano gli andamenti nelle province Nuoro (22,2%), Sassari (18,2%) e Grosseto (18,1%) e gli incrementi a doppia cifra in altre 12 province, con variazioni comprese tra il 16,7% di Trieste e il 10,5% di Aosta.

Le regioni

A livello regionale, tutte le aree del Paese hanno registrato aumenti, ad eccezione del Trentino-Alto Adige, in calo dell'1,2%. Gli incrementi più marcati si osservano in Valle d'Aosta (10,5%), Calabria (8,4%) e Abruzzo (8,3%). 

Seguono Friuli-Venezia Giulia e Liguria (entrambe al 6,7%), Sardegna (5,7%), Emilia-Romagna (4,9%), Basilicata (4,8%) e Marche (4,2%). Gli altri rialzi del periodo, inferiori al 4,2% nazionale, sono compresi in una forbice che va dal 3,5% della Toscana allo 0,5% del Molise.

In termini di prezzi, la Valle d'Aosta si conferma la regione più cara d'Italia, con una media di 26,6 euro/m², seguita da Lombardia (19,7 euro/m²) e Toscana (19,3 euro/m²). Al di sopra della media nazionale si collocano anche Lazio (17,2 euro/m²) e Trentino-Alto Adige (16 euro/m²).

Le regioni più economiche sono il Molise (7,5 euro/m²), la Basilicata (7,8 euro/m²) e l'Umbria (8,6 euro/m²).

L'analisi dei dati di mercato

"Il secondo trimestre racconta un mercato a due velocità. I grandi centri maturi — illustra Vincenzo De Tommaso, responsabile dell'ufficio studi di Idealista — hanno raggiunto un tetto di sostenibilità per le famiglie, mentre la crescita si concentra nelle province turistiche e a bassa densità, dove stagionalità e mobilità del lavoro amplificano le oscillazioni". 

La pressione sui canoni nasce da uno squilibrio strutturale: "La domanda di affitto - prosegue De Tommaso - si concentra proprio dove comprare è più difficile, le grandi città del Centro-Nord e i poli turistici, ma lì l'offerta in locazione, pur in graduale ripresa, resta insufficiente rispetto a chi cerca casa. A farne le spese sono soprattutto le famiglie e i giovani che vivono in queste aree ad alta tensione, dove l'affitto assorbe una quota crescente del reddito".


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