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Attualità Giovedì 17 Settembre 2026 ore 19:00

Mattarella lì dove nacque il Codice Rosa

Sergio Mattarella
Foto di: quirinale.it

Il presidente della Repubblica ha visitato l'ospedale di Grosseto, dove nel 2009 venne avviato il percorso d'accesso dedicato alle vittime di violenza



GROSSETO — Contro la violenza sulle donne, contro i femminicidi, questo pomeriggio il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è arrivato in Toscana, in visita al pronto soccorso dell'ospedale Misericordia di Grosseto dove fra il 2009 e il 2010 nacque il percorso Codice Rosa per la presa in carico delle vittime di violenza, donne e bambini in particolare o più in generale le persone in condizione di fragilità.

Tutto cominciò con la creazione di una Stanza Rosa, un punto d'accesso dedicato fortemente voluto dalla dottoressa Vittoria Doretti che ancora guida quello che all'epoca era un progetto pilota dell'allora Asl 9 di Grosseto. 

L'intuizione di quel bisogno, alcuni anni dopo portò, era il 2016, alla creazione della rete regionale Codice Rosa che resta a tutt'oggi uno dei modelli più avanzati contro la violenza di genere e dei fragili, seme per quello che è divenuto il Codice Rosso.

All'indomani del femminicidio di Lorena Isceri, la 45enne gettata viva da un cavalcavia lungo la A1 per mano dell'ex che subito dopo si è tolto a sua volta la vita, il presidente Mattarella aveva voluto annunciare la sua visita di oggi: un'iniziativa più che simbolica per tenere alta l'attenzione sul fenomeno.

Dal 1 gennaio 2012 - quando non tutte le Asl erano parte del progetto - al 31 dicembre 2025 nei pronto soccorso della Toscana si sono registrati 35.569 accessi in Codice Rosa: un trend che ha ripreso a crescere, dopo il calo del 2020 dovuto al Covid. Nel solo 2024 sono stati 2701 i casi presi in carico: 465 hanno riguardato i minori e 2.236 gli adulti (dove le donne sono la quota largamente prevalente). Non molto diversi sono i numeri del 2025: 2.749 persone accolte, di cui 511 minori e 2.238 adulti (1839 le donne). Crescono nel 2024, rispetto al 2023, le vittime di origine straniera. Nel.2025, tra adulti e minori, sono stati 796.

Il Presidente Sergio Mattarella durante la visita (foto: quirinale.it)

Ad accogliere il Capo dello Stato il presidente della Regione Eugenio Giani, l'assessora regionale alla sanità Monia Monni, l'assessora regionale alla parità di genere Cristina Manetti, il presidente della Provincia di Grosseto Francesco Limatola, il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, la direttrice generale facente funzioni della Asl Toscana sud est Biancamaria Rossi e Vittoria Doretti, responsabile della Rete regionale Codice Rosa.

Durante l'incontro del Capo dello Stato con gli operatori sanitari e le istituzioni, nell'auditorium dell'ospedale Misericordia, è stato lasciato libero un posto in memoria di tutte le vittime di violenza. Nell'occasione al Presidente della Repubblica sono stati donati il libro del Codice Rosa, edito in tre lingue (italiano, inglese e spagnolo), e una rosa bianca con fiocco rosso. A Sergio Mattarella è stata inoltre consegnata una piccola scultura in terracotta patinata a cera, opera del grossetano Luca Tavarnesi, raffigurante un buttero a cavallo. L'artista, scultore autodidatta e commerciante di professione, ha voluto così rendere omaggio alla Maremma ispirandosi a una delle figure più rappresentative di questa terra, custode di una memoria e di un valore senza tempo.

Nel suo intervento, il Presidente della Repubblica ha voluto sottolineare le ragioni che oggi lo hanno portato a Grosseto: la prima quella di "Riaffermare l’allarme e l’impegno della Repubblica" sul tema della violenza nei confronti delle donne.

"I numeri - ha evidenziato Mattarella- sono negativamente significativi. Nell’anno passato 97 femminicidi. In quest’anno, nel primo semestre, già 34. È un impegno pubblico della Repubblica, di tutta la comunità. Quello non soltanto di impedire, di reprimere, ma quello di prevenire, cancellando e rimuovendo questa sorta di ritardo, di deficit, di carenza culturale e di assenza di umanità, che è alla base del fenomeno della violenza nei confronti delle donne, nei confronti di chiunque. Ma il fenomeno nei confronti delle donne, che prima non veniva neppure considerato con attenzione adeguata, è un’emergenza di primaria importanza nella vita del nostro Paese, come ovunque."

Il Presidente Sergio Mattarella durante l'incontro (foto: quirinale.it)

La seconda ragione è quella della riconoscenza per coloro che nel 2009 hanno avviato il progetto e per tutti coloro che oggi lo portano avanti. Oggi, infatti, sono circa 800 gli operatori impegnati nel Codice Rosa.

"Non soltanto il ringraziamento per l’azione generosa che viene compiuta, per la passione, per la dedizione, per i sacrifici, per le energie profuse in questo - ha detto Sergio Mattarella- ma anche per l’intuizione della coralità dell’impegno contro la violenza sulle donne. La coralità perché richiede un sostegno integrato, non soltanto dai vari punti di azione che hanno una qualche influenza, competenza e responsabilità. Integrato da ogni punto di vista, da ogni punto di osservazione e di intervento. Ma integrato anche rispetto alla personalità complessiva della donna investita dalla violenza, non soltanto quello sanitario ma quello psicologico, quello familiare, quello umano in generale. E quindi questa visione integrata che sta alla base del Codice Rosa è un altro motivo di riconoscenza che intendo esprimere".

"Questa tappa non è casuale - ha aggiunto il Capo dello Stato- È anche per ringraziare tutti coloro che in Italia avvertono, nelle loro strutture, la medesima esigenza e spiegano un impegno analogo a quello qui viene spiegato. Per far capire loro che il loro lavoro è di primaria importanza nella vita del nostro Paese e che viene apprezzato, riconosciuto. E che richiede e ottiene la riconoscenza dei nostri concittadini".

“Siamo orgogliosi - ha sottolineato il presidente della Regione Eugenio Giani - che il presidente Mattarella abbia scelto Grosseto e la Toscana per accendere un riflettore, necessario, sui femminicidi, parlando di un’esperienza positiva qui nata al fianco delle vittime che hanno subito violenza: donne ma anche bambini e chiunque per discriminazione e pregiudizio è oggetto di crimini d’odio”. “Questa sensibilità e attenzione prosegue - è diventata in un luogo della nostra sanità prima un progetto e poi una rete, contribuendo anche a cambiare il modo in cui si affronta la violenza contro le donne. La scelta di Grosseto e della Toscana è un riconoscimento enorme al lavoro, di squadra, che qui è stato fatto, diventato negli anni un punto di riferimento anche oltre i confini della Regione”. “La presenza del presidente Mattarella – conclude Giani – testimonia quanto lo Stato italiano senta la necessità di un impegno forte affinché il contrasto alla violenza e ai femminicidi possa esser sempre più incisivo ed entrare nella cultura del nostro Paese e del terzo millennio per un autentico salto di civiltà”

Sergio Mattarella con Eugenio Giani (foto: quirinale.it)

“Accogliere il presidente della Repubblica è un onore – ha sottolineato l’assessora alla sanità, Monia Monni - soprattutto per quello che la visita rappresenta. Arriva infatti in un momento in cui il nostro Paese continua a essere ferito da troppi femminicidi e da troppe storie di violenza contro le donne e il Presidente della Repubblica ha scelto di mandare un segnale forte della presenza delle istituzioni.” “Il Codice Rosa – prosegue Monni - è un percorso che la Toscana ha scelto di sostenere, far crescere e portare in tutto il territorio regionale, fino a contribuire anche alla costruzione delle linee guida nazionali. E’ una storia di cui la Toscana deve essere orgogliosa. Il nostro prossimo impegno sarà rafforzarlo ulteriormente".

“Il Codice Rosa - sottolinea l'assessora Cristina Manetti- ci ricorda che il contrasto alla violenza di genere passa anche dalla capacità di intercettare la violenza, riconoscerla e offrire alle donne un luogo sicuro in cui sentirsi accolte, ascoltate e protette. La visita del presidente Mattarella a Grosseto dà ancora più forza a un’esperienza nata in Toscana e diventata patrimonio nazionale".

"Il fatto che il Presidente della Repubblica abbia voluto omaggiare il personale della rete del Codice Rosa è per noi un onore che gratifica enormemente il lavoro partito da qui nel 2009 - ha sottolineato la direttrice generale facente funzioni della Asl Toscana sud est Biancamaria Rossi- Il ruolo multidisciplinare del Codice Rosa è ciò che fa la differenza nel contrasto alla violenza, perché nasce da un'intuizione precisa: quella della dottoressa Doretti e di tantissimi altri protagonisti di questa iniziativa, che hanno scelto di mettere al centro la persona fragile, accolta in modo tempestivo in ambito sanitario all’interno del Pronto soccorso”.

E proprio la dottoressa Vittoria Doretti, responsabile della Rete Regionale Codice Rosa, ha aggiunto come la visita del Capo dello Stato rappresenti  "Il segno evidente che le istituzioni credono in questo percorso e che il lavoro di questi anni è stato fondamentale".

"Il mio ringraziamento - ha concluso-  va a tutte le professioniste e ai professionisti, sanitari e non, che dal 2009 hanno lavorato fianco a fianco per permettere che il Codice Rosa diventasse quello oggi è diventato: un sistema di protezione di tutte le persone vittime di violenza”.


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