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Attualità giovedì 10 giugno 2021 ore 14:30

Il comandante che ordinò la strage dei minatori

Emil Block
Emil Block

Ritrovato il Comandante tedesco responsabile della strage di Niccioleta, 83 morti, avvenuta il 13 e 14 Giugno 1944: si chiamava Emil Block



CASTELNUOVO VALDICECINA — La professoressa Katia Taddei ha inviato una lettera alla redazione di QUInews per spiegare cosa è riuscita a scoprire riguardo alla strage dei minatori di Niccioleta, avvenuta 77 anni fa a Niccioleta e Castelnuovo Val di Cecina: "Si tratta di un interessante scoperta - ha detto Taddei -  sono riuscita, grazie ad amici tedeschi, a ricostruire la storia del comandante tedesco che ha diretto la strage sottraendosi abilmente per tutta la vita alle sue responsabilità, evitando persino la ricerca da parte di Simon Wiesenthal informato e spinto tanti anni fa da Carlo Groppi, cittadino di Castelnuovo e storico locale".

Questo il racconto di Taddei:

"Il 13 e 14 giugno del 1944 si consumava a Niccioleta uno dei maggiori massacri di civili compiuti in Italia dai nazifascisti durante l’ultima guerra. Il battaglione italo-tedesco, responsabile della strage giunse all’alba del 10 giugno sul versante pisano delle colline Metallifere, a Castelnuovo Val di Cecina, dove aveva svolto un rastrellamento, operazioni di pattugliamento del territorio e addirittura ingaggiato battaglia contro un nucleo partigiano della 3° Brigata Garibaldi a Monterotondo Marittimo, che costò la vita a cinque partigiani

Nella notte tra il 12 e il 13 giugno il battaglione si trasferì presso il villaggio minerario di Niccioleta, non prima di aver preteso dal Commissario Prefettizio un locale atto a contenere circa 150 persone. L’operazione era stata dunque meticolosamente predisposta.

Quella di Niccioleta fu una storia di morte, di odio e di delazioni. A pochi giorni dal passaggio del fronte che stava lentamente risalendo l'Italia, i militari di un battaglione di polizia italo-tedesca, il III° Polizei Freiwilligen Batallion Italien, di truppa esclusivamente italiana, circondarono il villaggio e casa per casa prelevarono tutti gli uomini. Durante le operazioni di rastrellamento furono rinvenute le note dei turni di guardia organizzati dagli operai a partire dalla notte del 9 di giugno, dopo che un gruppo di partigiani della 3° Brigata era sceso al villaggio, accolto festosamente dalla popolazione. Quello fu il pretesto per innescare la strage, ma non il motivo che spinse i nazifascisti alla miniera, dal momento che il battaglione proveniva da San Sepolcro ed era partito per Castelnuovo prima della disposizione dei turni di guardia. Sei minatori indicati dai fascisti locali furono uccisi la mattina stessa a Niccioleta, gli altri furono condotti a Castelnuovo.

Un personaggio equivoco presente alla miniera ed impiegato temporaneamente presso la Direzione, potrebbe aver contribuito ad organizzare l’intervento del battaglione al villaggio, come molti elementi fanno pensare, sotto la spinta dei fascisti locali e probabilmente con l’ordine del famigerato Capitano Nardulli comandante della GNR di Massa Marittima. Tuttavia il responsabile in primis fu colui che diresse le operazioni di rastrellamento ed ordinò le fucilazioni: Emil Block tenente tedesco del battaglione e delle compagnie presenti a Castelnuovo e Niccioleta.

Emil Block

Emil Block

Il procedimento penale che seguì, nel tentativo di fare giustizia per quegli 83 uomini uccisi senza colpa alcuna, poiché nessun episodio di violenza contro nazisti o fascisti si era mai verificato, non contemplava la ricerca dei responsabili tedeschi; l’inchiesta coinvolse i soli italiani. I fascisti del villaggio ed i militi del battaglione furono in gran parte individuati dopo la fuga al nord, ma la condanna raggiunse solo due fascisti di Niccioleta ed un milite, prosciolti tutti gli altri, compresi i componenti del plotone di esecuzione.

Il Comandante Block era un tenente dall’aspetto curato e dal temperamento di chi ambisce a far carriera. Oltre agli 83 minatori, fece giustiziare a Castelnuovo nella stessa giornata, anche quattro giovani partigiani fermati il giorno precedente a Volterra e richiamati dal carcere al solo scopo di essere fucilati e altri tre ne farà pervenire, ma per fortuna giunsero al paese in ritardo, quando il battaglione era già partito.

Il cognome di Emil Block era conosciuto da alcuni testimoni dell’epoca , sia per la sua permanenza in zona, sia per l’efferatezza del delitto che osò comandare , ma col tempo fu dimenticato.

Molti anni dovettero passare prima che la ricerca si occupasse di Niccioleta. Lo storico Carlo Gentile su incarico del prof. Pezzino dell’Univeristà di Pisa, riuscì nel 2001 a ritrovare presso gli archivi tedeschi, le tracce del battaglione e dei suoi ufficiali, laddove Simon Wiesenthal nel 1971 non era riuscito, spinto alla ricerca dei responsabili tedeschi da Carlo Groppi, un appassionato ricercatore di storia locale. 

Si scoprì finalmente che Emil Block sottotenente all’Unità Comando del III Polizei- Freiwilligen - Batallion Italien era nato il 28 marzo 1909 a Greifenhagen, vicino a Stettino, in Pomerania, oggi in Polonia. In Polizia dal 1939, il 2 settembre 1944 si trovava nella lista per l’onorificenza della croce di ferro per le operazioni di Monterotondo (e Castelnuovo). Il 30 Aprile 1945 il tenente compare come prigioniero di guerra degli americani, nel campo di concentramento di Verona, dove è ancora internato l’11 settembre 1945. 

Null’altro abbiamo saputo di quell’ambizioso tenente fino al rinvenimento di un articolo di giornale che ci rivela come l’ex tenente nazista abbia cambiato spesso , per motivi di servizio, la sede del suo impiego, costruendo a poco a poco una certa carriera, nella regione di Hannover.

Distretto di polizia sotto nuova direzione

Neustadt. Con effetto dal 26.04.1962 l’ispettore capo di polizia, Emil Block (anni 53) e stato delegato a Neustadt venendo dalla sezione di polizia della Città di Hameln, dove aveva il ruolo di capo sezione. L’ordinanza definitiva per la sua funzione nel nuovo ispettorato avverrà presumibilmente a breve.

Dopo l’ultima guerra Block ha assunto inizialmente un ruolo nella polizia di Braunschweig, in seguito nei reparti mobili della polizia, per poi assumere il ruolo di capo di formazione della scuola di polizia di Hannover-Münden. Dopodiché fu di nuovo trasferito a Braunschweig per poi eseguire servizio a Hameln. È stato rimpiazzato a Hameln dal suo predecessore, l’ispettore capo Wilhelm Schlüter, e diviene capo della Sezione di Polizia di Neustadt. Block ieri (3 maggio 1962) ha dichiarato a questo giornale che teneva molto a una buona cooperazione tra la popolazione del presidio e i suoi collaboratori poliziotti, seguendo la strada del suo predecessore. Già durante la sua prima visita alla città di Neustadt, potette osservare, che i bambini e i giovani non rispettavano a sufficienza l’ordine dei giardini pubblici. Fiori e arbusti strappati ne sarebbero stati testimoni. L’ispettore capo della polizia chiedeva perciò, soprattutto ai genitori, di istruire meglio i loro figli. In seguito, diede ordine a suoi collaboratori di prestare un’attenzione particolare ai giardini pubblici.

L'articolo citato da Taddei

L'articolo citato da Taddei

Block ebbe una moglie e tre figli, morì nel marzo del 1975 a Neustadt e con lui scomparivano le gesta di un criminale di guerra mirabilmente nascosto dietro la maschera di un uomo ligio al dovere che si preoccupa dei fiori strappati nelle aiuole della sua nuova città. La sua storia di militare colpevole di gravi delitti commessi contro civili, che scelse come mestiere quello di imporre ordine disciplina e combattere il crimine, non si esauriva a Niccioleta, dove uccise 83 giovani nel fior fiore dell’età, massacrati insieme ai padri e ai fratelli , compresi alcuni ragazzi di 16 anni che non avevano neppure partecipato ai turni di guardia. Il suo battaglione formato a Mestre tra la fine del ‘43 e il febbraio del ‘44, fu utilizzato nell’Italia centrale: Lazio, Umbria e Toscana in operazioni dirette contro civili ritenuti fiancheggiatori dei partigiani o in rappresaglie. Dopo il massacro di Niccioleta il battaglione si trasferiva nella zona di Marradi dove si rendeva artefice della strage di Crespino sul Lamone dove furono uccise 44 persone, l’ultimo fu il parroco, e di altri eccidi lungo la ferrovia porrettana.

Questo fu l’ineccepibile ufficiale di polizia di Neustadt, colui che si inalberava per la maleducazione dei bambini e che a Niccioleta non si fece alcuno scrupolo nell’ ordinare il mitragliamento di uomini inermi, dopo averli beffati con la falsa speranza che sarebbero stati utilizzati per un lavoro. Colui che rese in quei quindici interminabili minuti di urla, di spari e di morte, 51 vedove e 118 orfani, facendo sprofondare un’intera comunità nella più totale disperazione.

Una vita trascorsa a candeggiare una coscienza, o la salda convinzione di essere stato un buon soldato, un buon servitore della patria? Cosa avrà raccontato ai suoi figli Emil Block? Cosa avrà insegnato loro? A non calpestare le aiuole, questo è certo.

Ringraziamenti.

Emil Block è stato ritrovato grazie all’aiuto indispensabile di alcuni amici tedeschi, che si sono adoperati affinché chi si è sottratto alla giustizia penale, non possa più sottrarsi al giudizio severo dei contemporanei. E’ mio dovere ringraziarli a nome di tutta la comunità di Niccioleta".

Emil Block

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