Una struttura termale risalente al periodo Neolitico è stata portata alla luce nell’area del Bagno dei Frati, nel complesso termale di Sorano.
La scoperta è avvenuta durante una campagna di scavi, svolti sotto la direzione scientifica dell'archeologo Stefano Giuntoli e autorizzati dal Ministero della Cultura e tuttora in corso, dai quali all’interno di una vasta cavità estesa per circa 320 metri quadrati e profonda fino a 3,60 metri, è emersa una struttura ellissoidale in travertino e tufo, con un ingresso a imbuto e gradini scolpiti nella roccia. Non solo, perché grazie agli scavi è stata scoperta anche una falda di acqua termale finora sconosciuta.
Le analisi al radiocarbonio hanno datato la struttura tra il 4495 e il 4335 a.C. Una scoperta che, dunque, conferma l'utilizzo delle acque termali già in epoca preistorica.
“Il Bagno dei Frati è un sito di straordinaria importanza scientifica – ha dichiarato l’assessore regionale alla cultura Cristina Manetti – perché offre nuovi e fondamentali elementi per la conoscenza delle frequentazioni umane in età neolitica e del rapporto tra le comunità antiche e le risorse naturali, in particolare le acque termali”.
“La nostra - ha aggiunto- è una terra che continua a sorprendere e ogni scoperta arricchisce un patrimonio culturale unico, che va tutelato e valorizzato con responsabilità e visione”.
L’assessore ha infine espresso soddisfazione per il lavoro svolto da archeologi, Soprintendenza ed enti locali, sottolineando come i risultati delle ricerche possano aprire nuove prospettive di studio e rappresentare un’opportunità di crescita culturale per il territorio.