Caso accertato di West Nile a Grosseto. Secondo quanto emerso dall’indagine epidemiologica condotta dai servizi sanitari, spiega il Comune, la persona colpita dal virus avrebbe soggiornato in una una struttura ricettiva di Marina di Grosseto nel periodo compatibile con l’incubazione della malattia.
La febbre West Nile è un'arbovirosi, il cui principale vettore è costituito dalla puntura di zanzare infette. Il virus non si trasmette da persona a persona tramite contatto.
Per questo l'amministrazione comunale, come previsto in questi casi dai piani nazionale e regionale sulle arbovirosi, sta provvedendo alla valutazione e al rafforzamento delle misure di prevenzione e delle azioni mirate al controllo delle zanzare, in coordinamento con le autorità sanitarie competenti.
Proprio sul fronte del West Nile virus, l'Asl Toscana sud est, per mezzo di una nota, ha reso noto che dall'inizio della stagione estiva sono stati riscontrati 17 casi ritenuti "autoctoni" sul proprio territorio di competenza: 12 in provincia di Arezzo e 5 in quella di Grosseto.
A questi si aggiungono - come emerge dal bollettino dell'Iss- un caso di West Nile in provincia di Firenze, uno in provincia di Siena e 3 in provincia di Livorno.
"A seguito della notifica dei casi - si legge nella nota dell'azienda sanitaria - il Dipartimento di Prevenzione della Asl Toscana sud est, di concerto con i Comuni coinvolti, ha avviato un’inchiesta epidemiologica per individuare i più probabili luoghi di esposizione. Contestualmente è stata rafforzata l’attività di ricerca ed eliminazione dei focolai larvali e di trattamento nei ristagni non rimovibili. In base all’evoluzione dei casi, nel rispetto della norma, sarà valutata anche l’attivazione di interventi straordinari verso zanzare adulte.
"Il West Nile Virus - ricorda l'Asl- è un’infezione trasmessa dalle punture di zanzare del genere Culex (zanzara classica), che si infettano pungendo uccelli selvatici, serbatoio naturale del virus. La malattia non si trasmette da persona a persona e l’uomo, così come i cavalli e altri mammiferi, rappresenta un ospite finale che non contribuisce alla diffusione del virus. Nella maggior parte dei casi l’infezione è asintomatica. Circa il 20% delle persone può sviluppare sintomi lievi come febbre, mal di testa, nausea o sfoghi cutanei. Solo in una piccolissima percentuale (meno dell’1%) si manifestano forme neuroinvasive più gravi , soprattutto negli anziani o nei soggetti fragili".
L'Asl Toscana sud est ha disposto un rafforzamento delle attività di controllo delle zanzare attraverso interventi di eliminazione dei focolai larvali e trattamenti larvicidi nelle aree non rimovibili, come tombini o fognature e spiega che non sono invece previsti interventi straordinari con trattamenti adulticidi, in quanto non necessari nei casi isolati e in aree rurali o poco urbanizzate.
L'azienda sanitaria sottolinea inoltre l'importanza della collaborazione dei cittadini e raccomanda di adottare alcuni accorgimenti utili a limitare la presenza di zanzare: svuotare regolarmente sottovasi, secchi, bidoni e contenitori che possono raccogliere acqua piovana; coprire con coperchi o zanzariere serbatoi e cisterne; cambiare spesso l’acqua delle ciotole degli animali e delle vasche ornamentali; tenere pulite grondaie e tombini, evitando ristagni; utilizzare prodotti larvicidi nei ristagni non eliminabili; curare giardini e aree verdi, rimuovendo sfalci e vegetazione in eccesso; proteggersi con zanzariere alle finestre e, se necessario, con repellenti cutanei.