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"Il Natale potato dal Covid diventi grazia"

Esortazione a speranza e fiducia nelle parole del vescovo alla celebrazione in duomo. E ier la Caritas ha consegnato 70 pasti a domicilio

"Quest’anno, la situazione che viviamo ci offre un Natale potato, ma che potrà diventare una grazia": l'esortazione a speranza e fiducia è giunta nelle parole con cui il vescovo di Grosseto Rodolfo Cetoloni ha celebrato la liturgia della parola durante la messa della vigilia di Natale, svoltasi in duomo nel rispetto delle misure di sicurezza anti contagio da Covid-19 con l'aiuto dei volontari della Misericordia all'ingresso della cattedrale. Il vescovo Rodolfo invita ad "andare oltre ciò che non possiamo fare o avere" per mettersi "di fronte a questo fatto" che è la nascita di Gesù Bambino. 

Ma accanto al Natale celebrato nella liturgia, c'è stato anche quello celebrato nel servizio ai poveri. La Caritas diocesana, coi suoi volontari, ieri 25 dicembre ha preparato e consegnato il pranzo a oltre 70 persone, fra senzatetto e domiciliari per anziani e disabili, alcuni segnalati dalle parrocchie della città. Nella sede della mensa i piatti sono stati cucinati, porzionati e confezionati. Poi l'unità mobile ha provveduto alla consegna del pasto ancora caldo.

Alla celebrazione in duomo era presenta anche l’assessore alle politiche sociali del Comune di Grosseto Mirella Milli, in rappresentanza dell'amministrazione del capoluogo. Al termine della messa della notte, svoltasi in orario per consentire ai fedeli di rincasare entro le 22, il vescovo ha raggiunto il presepe realizzato nella cappella del Crocifisso dagli operai delle chiese di Montepescali e lo ha benedetto e incensato.