Riaccesi i riflettori sulla situazione del Corridoio Tirrenico, il dibattito passa dal piano locale a quello regionale e nazionale. In vista del corteo lento in auto da Capalbio e dopo la discussione in Consiglio regionale (leggi qui sotto gli articoli collegati), il caso Tirrenica è approdato anche in Commissione Trasporti a Roma.
A fare il punto è l'onorevole di Forza Italia Chiara Tenerini. "La risposta fornita in Commissione Trasporti dal Sottosegretario Tullio Ferrante, che ringrazio per l’attenzione e la continuità con cui sta seguendo un dossier così rilevante, chiarisce che è stata individuata la società di revisione incaricata di verificare e valorizzare i progetti redatti da SAT, un passaggio tecnico fondamentale per garantire trasparenza e solidità all’intero procedimento. - ha spiegato Tenerini in una nota - Si tratta di un passaggio decisivo, perché consente di consolidare definitivamente il quadro amministrativo e di proseguire con ordine verso la realizzazione di un’infrastruttura attesa da anni e strategica per il Paese. Particolarmente rilevante è il riferimento al tratto di Capalbio, dove il raddoppio delle corsie è già previsto nella progettazione esistente, un elemento che rafforza la direzione intrapresa anche sul piano della sicurezza e della funzionalità dell’arteria. Il lavoro in corso conferma una linea chiara, mettere ordine nei passaggi tecnici e amministrativi per garantire una realizzazione efficace, senza ulteriori incertezze o rallentamenti. L’obiettivo è accompagnare questa fase verso una piena attuazione operativa, dando continuità a un percorso che oggi appare finalmente definito e orientato al risultato".
Di tutt'altro avviso è il deputato Pd Marco Simiani, a seguito della risposta del Ministero delle Infrastrutture ad una interrogazione sulla Tirrenica a Montecitorio.
“Dopo oltre 3 anni e mezzo di governo il Ministero delle Infrastrutture ammette candidamente che non sono stati ancora quantificati i costi di progettazione per il passaggio di consegne da Sat ad Anas deciso e finanziato dal Governo Draghi nel 2022. Adesso abbiamo la certezza che la destra ha deliberatamente rallentato questa procedura per sottrarre le risorse già stanziate e utilizzarle in altro modo. Il Mit ha addirittura chiuso ogni speranza su una rapida messa in sicurezza dei tratti maggiormente pericolosi, come quello in prossimità di Capalbio, rimandando ogni intervento al futuro passaggio di consegne da Anas e Sat. A questo punto è evidente che ogni nostra proposta per completare l’infrastruttura con Meloni e Salvini non potrà mai essere approvata. Sarà soltanto con il governo di centrosinistra che questa infrastruttura verrà realizzata”, ha concluso.