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martedì 26 settembre 2017

Cronaca venerdì 12 maggio 2017 ore 20:10

Per Schettino si aprono le porte del carcere

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 16 anni per l'ex capitano della Concordia. Nel naufragio, il 13 gennaio 2012, morirono 32 persone

ROMA — Per il naufragio della Costa Concordia la Corte di Cassazione ha condannato Francesco Schettino a 16 anni di reclusione, la sentenza così diventa definitiva. E per l'ex capitano adesso si aprono le porte del carcere. 

Schettino si trova al carcere romano di Rebibbia, dove si è costituito non appena la Cassazione ha confermato la condanna a sedici anni di reclusione. "Busso al carcere perché credo nella giustizia", ha detto Schettino ai suoi legali Donato Laino e Saverio Senese appena gli hanno comunicato il verdetto dei supremi giudici.

Per prescrizione sono stati eliminati due mesi di arresto per delitti contravvenzionali. E' stato respinto il ricorso del pg di Firenze che chiedeva per Schettino una pena più alta.

Non si danno per vinti i suoi difensori che preannunciano un ricorso alla Corte di giustizia Ue. "Aspettiamo le motivazioni della Cassazione ma ritengo che nel processo a Schettino ci siano state una serie di violazioni dei diritti di difesa e faremo ricorso a Strasburgo", ha annunciato l'avvocato di Schettino Senese.

Francesco Schettino è stato condannato in primo grado a 16 anni e un mese di reclusione, pena confermata nel processo di appello.

Il naufragio della Costa Concordia avvenne la notte del 13 gennaio 2012, a  bordo erano in 4.229, tra croceristi ed equipaggio, morirono 32 persone, decine i feriti.

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