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venerdì 15 dicembre 2017

Lavoro venerdì 17 novembre 2017 ore 18:26

Recapito a giorni alterni, 50 esuberi in Toscana

A partire da dicembre la nuova organizzazione partirà a Volterra, Barberino di Mugello, Manciano, Paganico, Pietrasanta e, dal 2018, a Borgo a Mozzano

FIRENZE — Uilposte e Slc-Cgil lanciano l'allarme: a partire dal prossimo 4 dicembre il servizio di recapito della posta sarà effettuato solo a giorni alterni a Volterra, Barberino del Mugello, Manciano e Paganico nel grossetano, Pietrasanta e nei primi mesi del 2018 a Borgo a Mozzano.

La novità mette a rischio, secondo i sindacati, cinquanta posti di lavoro, peggiorando la qualità del servizio e le condizioni di lavoro: l'azienda di fatto taglierà oltre cinquanta zone di recapito in Toscana, interessando complessivamente un'area di 165.000 abitanti.

“E’ inaccettabile che Poste Italiane insista sul recapito a giorni alterni. Questo non un progetto di implementazione ma un progetto di destrutturazione - dichiarano il Segretario Generale di Uilposte Toscana, Renzo Nardi, e il coordinatore area servizi postali Slc-Cgil Toscana, Graziano Benedetti - Chiediamo all’azienda di fare retromarcia e di ascoltare le nostre istanze, altrimenti saremo pronti alla mobilitazione”.

Il recapito a giorni alterni è già attivo da più di un anno nelle province di Arezzo e Prato dove, a detta di Nardi e Benedetti, sono state registrate gravi difficoltà dei lavoratori e il è servizio carente, come più volte denunciato dagli stessi sindacati. Non a caso sia Arezzo che Prato all’ultimo posto nella classifica di Poste Italiane della qualità erogata.

Uilposte e Slc-Cgil Toscana contestano anche il mancato rinnovo del contratto nazionale di lavoro, bloccato da cinque anni, nonchè il precariato strutturale che vige in Poste e la cronica mancanza di personale a tutti i livelli.

Secondo i sindacati non è inoltre più rinviabile un confronto sulle pressioni commerciali e operative sugli operatori del mercato privati come sportellisti e consulenti. 

"Il perseguimento di obiettivi commerciali, per quanto necessario e funzionale al mantenimento finanziario dell’azienda - spiegano UilPoste e Slc Cgil Toscana - tuttavia non costituisce obbligo per i lavoratori i quali sono tenuti al rispetto di quanto previsto dall’art.52 del contratto nazionale di lavoro, dal Codice Etico ed attenersi ai principi di diligenza, onestà e correttezza. Per questo il raggiungimento di obiettivi commerciali non può costituire un elemento stressogeno che compromette la prestazione lavorativa dei dipendenti. In particolare poi nelle figure commerciali tali pressioni potrebbero comportare il mancato rispetto di normative che, oltre a compromettere il rapporto fiduciario azienda-lavoratore, di fatto minano la credibilità dell’azienda verso i suoi clienti." 

"Per questi motivi, la corretta applicazione dei principi richiamati dal protocollo d’Intesa in materia di proposizione commerciale e l’attivazione immediata della commissione ivi prevista - concludono i sindacati - costituirebbe un segnale virtuoso nella difesa dell’interesse dell’azienda e nel contrasto di pratiche distorte che vanno senza dubbio eliminate nell’interesse generale".

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