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mercoledì 19 dicembre 2018

Lavoro giovedì 15 novembre 2018 ore 16:41

Forniture di latte, pastori toscani in rivolta

Alival e Granarolo inviano le disdette per la fornitura di latte sopratutto alle aziende di Siena, Pisa e Grosseto. Coldiretti scrive alla Regione



FIRENZE — Sale la febbre nel comparto ovi-caprino toscano, già in sofferenza per il prezzo del latte in continuo calo e la situazione difficile per gli attacchi dei predatori. Ultima tegola sul settore, le disdette dei contratti di fornitura di latte che Alival e Granarolo stanno comunicando ai pastori in particolare di Grosseto, Siena e Pisa.

Che la situazione del comparto non sia facile ne è testimonianza la chiusura ad inizio estate dello storico caseificio Ciolo di Castel del Piano, dopo quasi 35 anni di attività.

Coldiretti Toscana ha quindi scritto una lettera al presidente della giunta regionale Enrico Rossi e all’assessore all’agricoltura Marco Remaschi.

“Riteniamo che se tale atteggiamento, che va ad aggiungersi ad una riduzione diffusa del prezzo, dovesse sostanziarsi, il danno sui territori interessati sarebbe gravissimo sia in termini economici che occupazionali - si legge nella nota di Coldiretti - Basta considerare che il comparto ovi-caprino toscano conta oltre 1500 aziende, con cinquemila posti di lavoro e un valore in termini di latte di circa 55 milioni di euro". 

Il valore della filiera ovi-caprina nel complesso è stimato in 110milioni di euro.

"Molti dei 550mila quintali di latte vengono utilizzati per ottenere il rinomato Pecorino Toscano DOP che è prodotto esclusivamente con latte intero delle pecore allevate nella zona di origine (Toscana oltre ad 11 Comuni del Lazio e 2 dell’Umbria) - scrive ancora Coldiretti - In Toscana, quarta regione per numero di pecore, i capi arrivano ad oltre 471mila e sono prevalentemente allevati in maniera estensiva: pascolano all’aperto nella maggior parte dell’anno e vengono ricoverate in ovile solo nei mesi più freddi. 17 i caseifici associati al Consorzio di tutela del Pecorino Toscano Dop".

"La domanda che gli allevatori toscani si pongono è semplice ed immediata - conclude Condiretti - qualcuno vuol far sparire il latte toscano per far sparire il pecorino toscano? Su questo Coldiretti e i pastori hanno idee molto chiare".



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