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sabato 18 novembre 2017

Cultura venerdì 20 ottobre 2017 ore 12:39

Alla Ginzburg il premio Fucini

La scrittrice Lisa Ginzburg

Reso noto il nome della vincitrice del premio letterario nazionale intitolato a Renato Fucini, maestro del vernacolo pisano

MONTEROTONDO MARITTIMO — L’ottava edizione del Premio nazionale letterario Renato Fucini, organizzato dal Comune di Monterotondo Marittimo, in collaborazione con il Dipartimento di Filologia e Critica dell’Università degli studi di Siena, ha messo in luce, ancora una volta, il talento di una giovane scrittrice italiana: Lisa Ginzburg. La sua raccolta di racconti “Spietati i mansueti”, edizioni Gaffi, è stata dichiarata vincente all’unanimità dalla giuria di qualità del Premio.

"Una scrittura pulita, forte, rigorosa, priva di qualsivoglia concessione all’orpello, all’aggettivo di abbellimento, – si legge nella motivazione della Giuria - lineare, sempre intimamente necessaria, necessitata dalla precisione del referto, nitida. Cinque racconti di crisi e cambiamento, Parigi sullo sfondo: ma solo topograficamente, come metafora di un luogo di incontri e dispersione, crocevia di vite in trasformazione, in crescita, sempre”.

Lisa Ginzburg, classe 1966, vincitrice del Premio Fucini 2017 per la sezione racconti, è una scrittrice, traduttrice e filosofa italiana, che vive e lavora a Parigi, dove è stata direttrice di Cultura dell’Unione Latina. Lisa è stata autrice e presentatrice di diversi programmi culturali per la Rai, ha lavorato per Mattino Tre, Radio Tre Mondo, Fahrenheit, le Musiche della vita. Ha pubblicato con Feltrinelli il romanzo Desiderava la Bufera; la raccolta di racconti Colpi d’Ala. E’ autrice dell’e.book La guerriera (Terra Ferma 2015), ha scritto il romanzo Per amore (Marsilio 2016). E’ autrice della biografia “Anita.Racconto della storia di Anita Garibaldi” (2005) e dei reportage “Mercati.Viaggio nell’Italia che vende”, Editori Riuniti 2001 e “Malìa Bahia” Laterza 2007.

La premiazione si terrà sabato 28 ottobre, alle 17 e 30, a Monterontondo Marittimo, al Teatro del Ciliegio. A questa ottava edizione hanno partecipato 120 autori e 100 poeti. Il Premio valorizza le due forme letterarie predilette da Renato Fucini: il racconto e il sonetto.

“Ho scritto i cinque racconti che compongono Spietati i mansueti - ha spiegato Lisa Ginzburg - in un tempo breve rispetto a quello che di solito mi è necessario per scrivere. Le scene di ciascuna delle storie mi erano chiare sin dall’inizio. Personaggi, istanti, avvenimenti, moti d’animo, le strade, persino gli arrondissement di Parigi dove le vicende si sarebbero svolte, tutto sin dal principio mi stava davanti agli occhi. Le ho scritte, queste storie, mentre abitavo all’estero, ispirata dai paesaggi stranieri ma anche sentendone tutta l’estraneità. Mi sentivo sola, e i personaggi che ho inventato avrei voluto conoscerli per davvero, così come della città che ho descritto avrei voluto sentirmi parte molto più di quanto non fosse il caso. Così ho lavorato: divisa tra desiderio di maggiore inserimento e invece fierezza della mia estraneità di osservatrice / narratrice. Una condizione che bene collima con lo scrivere. Sentirsi del tutto dentro, e completamente fuori”.

“Sono onorata e felice di ricevere questo premio intitolato a Renato Fucini –prosegue Lisa Ginzburg - uno scrittore che credeva nella forza della forma-racconto. Sempre più quella del racconto a me pare misura necessaria, vitale, che si adatta a questo tempo. Non solo, come sento dire, in ragione della crescente rapidità (ed esiguità) dei ritmi di lettura dovuti a un’epoca nevroticamente veloce, ossessionata dalla virtualità e dall’illusione di controllo onnipotente della realtà che essa regala. Anche per una ragione diversa, di ordine più strettamente letterario. Quella condizione tanto feconda per la composizione letteraria, sentirsi sul crinale tra contiguità ed estraneità, in bilico tra desiderio di appartenenza e continua constatazione di una fondamentale distanza, di un buon racconto è a priori indispensabile. Più ancora che per altre forme di narrazione, quella dell’osmosi tra noi e il mondo, quando si scrivono racconti, deve essere questione dosata, equilibrata, in buona parte risolta. Del tutto dentro e assolutamente fuori: questa la condizione per vedere e narrare davvero”.

I vincitori sono stati selezionati da una giuria composta da nomi importanti del mondo accademico e della critica letteraria italiana: Maria Antonietta Grignani; Paolo Di Paolo; Simone Giusti; Paolo Maccari. La giuria è presieduta da Natascia Tonelli, del Dipartimento di Filologia e Critica delle letterature antiche e moderne dell’Università degli studi di Siena.

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