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venerdì 26 agosto 2016

Attualità mercoledì 17 febbraio 2016 ore 11:49

Giglio, l'isola più monitorata del mondo

La foto è di Serena Galvani

Questo quanto emerso nel convegno dell'Ordine degli ingegneri dedicato al recupero della Costa Concordia. Un caso che fa scuola

GROSSETO — Il convegno è stata l'occasione per mettere in luce gli aspetti sconosciuti dell'operazione che ha lasciato con il fiato sospeso la Toscana. L'operazione di recupero, infatti, non ha precedenti nella storia dell'ingegneria navale. 

Nel corso del convegno sono state proiettate oltre cinquanta immagini scattate dalla Reporter Serena Galvani che ha seguito la vicenda della Costa Concordia dal giorno del suo arenamento a Giglio Porto fino alla partenza del relitto verso Genova. 

"Le opere di ingegneria nel recupero della Costa Concordia e la salvaguardia ambientale dell’isola del Giglio" è il convegno che ha portato alla luce gli aspetti tecnici di questa operazione. 

La Costa Concordia, infatti, è la nave passeggeri di maggior tonnellaggio mai naufragata nella storia mondiale della Marineria, è la nave che chiesto l'impegno titanico di uomini e aziende che hanno realizzato per la rimozione del relitto, soluzioni innovative grazie a una cooperazione internazionale di altissimo livello.

Ora, come spiega il sindaco di Isola del Giglio, abitanti e istituzioni continuano a lavorare per rendere migliore l'isola. "In questi anni il Giglio è stata l'isola più monitorata del mondo: attualmente è in corso una pulizia a tappeto, non resta che recuperare dai fondali tutto il materiale rimasto dalle operazioni di recupero. - commenta il sindaco Silvio Ortelli - L'obiettivo è avere un'isola ancor più bella di prima”.

E per far questo il presidente e amministratore delegato Micoperi Silvio Bartolotti ha illustrato cosa l'azienda ha fatto per suggellare il rapporto con il Giglio. “L'obiettivo – ha ricordato Bartolotti – non era guadagnarci, ma valorizzare l'isola. E l'abbiamo fatto". L'azienda, infatti, ha aggiustato il tetto di una chiesa a Giglio Porto e ha adottato una scuola dove, a quattro anni, oltre all'italiano si studiano e si parlano tre lingue straniere. 

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