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lunedì 18 dicembre 2017

PAROLE MILONGUERE — il Blog di Maria Caruso

Maria Caruso

MARIA CARUSO - “Una vita da vivere” è il primo libro che ha scritto dopo aver visto il primo cielo a San Felipe in Venezuela ed aver fatto il primo ocho atràs a Pisa. E' in Italia dal 1977 e per tre anni ha abitato in Sicilia. Le piace raccontarsi e raccontare con le parole che le passano per la testa ballando un tango in milonga. Su Facebook è Marina de Caro

Lavori forzati per tangheri

di Maria Caruso - martedì 07 febbraio 2017 ore 07:25

A la Maldita Milonga, Buenos Aires
Foto di: Lee

Imparare a ballare il Tango Argentino dovrebbe essere una scelta individuale ma, a parte quei single che decidono di andare, dopo aver visto Banderas (prima che si occupasse ovviamente delle galline del Mulino Bianco), quando si è in coppia non è sempre così semplice fare una scelta. 

Questo ballo in linea di massima piace a tutti. Nella mia esperienza non ho mai sentito dire a nessuno di non esserne attratto o affascinato ma è frequente la lamentela del non essere portato oppure del non avere tempo, ecc. Che succede allora quando si è in coppia e uno dei due vuole imparare a ballare il tango e l’altro no?. Son dolori. La scelta, è, infatti, un atto volontario, razionale o impulsivo, che avviene quando si hanno più alternative possibili e, assumendone una, si agisce di conseguenza, ma non sempre, l’altra metà della coppia, è così libero in tal senso. 

Possiamo considerare che chi dei due non è così convinto per intraprendere questa novità si sente costretto al lavoro forzato o meglio al “Tango Forzato", in cui non c’è spontaneità. Colpito da una punizione per aver infranto chissà quale legge e al momento pertanto costretto alla rieducazione e al recupero quasi fosse in stato di detenzione. La scuola e la milonga diventano campi di lavoro se non addirittura di concentramento specie quando le sale sono particolarmente affollate. 

Non sempre sono gli uomini a tenere il telecomando in mano, anzi oggi, il “sesso ex debole” comanda di più nella coppia. Sarebbe perfetto e certamente auspicabile se la decisione di imparare il tango fosse di comune accordo, pensandola allo stesso modo e con lo stesso interesse senza quindi scendere a compromessi, ma l’equilibrio si sa, è difficile da raggiungere. Così la pareja va a scuola. 

Durante la prima lezione a un’attenta osservazione si capisce chi dei due vuole ballare il tango e chi no. Colui che strascica i piedi, rimane indietro alle spalle dell’altro, mentre si chiedono le prime informazioni tecniche sulle lezioni, sugli orari, ecc sicuramente è quello che non è poi così convinto di seguire la sua dolce metà in questa nuova impresa. Alle prime istruzioni date dai maestri o durante l’ascolto del tempo musicale di un brano di tango, gli occhi del poveretto/a sono vacui e sperduti in pensieri del tipo: “Chi me l’ha fatto fare?”. 

Andando avanti con le lezioni l’intesse dell’uno rispetto all’altro è inversamente proporzionale poiché al salire nel primo scende vorticosamente nel secondo pensando che la scelta di questa nuova vita sia oramai immodificabile e pertanto la sua esistenza segnata per sempre. Il secondo pilota deve stare ai comandi del primo, se questo non molla, che avanza alla solita velocità, indifferentemente se l’altro segue o non segue. Nasce così il sentimento dell’angoscia come contrappeso alla perduta libertà di scelta e come comprensione emotiva della propria nullità. 

Nella ronda osserviamo volti madidi di sudore e occhi terrorizzati a dimostrazione della preoccupazione che sta vivendo in quel momento qualche essere umano. I membri della coppia ad ogni modo tendono a ingannare il prossimo non dichiarando lo stato di adattamento dell’uno rispetto al volere dell’altro/a ma alcuni comportamenti denunciano il fatto e sono prove di verità. Ecco qualche esempio nel caso sia la donna a insistere con il Tango.

- evento dove andare a ballare da chi è più appassionato, stabilisce Lei: "Amore ho prenotato quella maratona, sei contento? Bene, al ritorno possiamo anche andare a trovare i tuoi parenti così possiamo fermarci la sera per andare a ballare anche li…"

- mi sono comprata un abito nuovo, decide Lei: "ti sembra il caso di prendere anche le scarpe?"

- milonga, sceglie Lei: "Sabato andiamo a xxx ho visto che c’è musica dal vivo e che espone yyy voglio prendere quelle scarpe che desidero tanto e che trovo solo lì"

- tanda, determina Lei: "no, sono stanca" (solo se non viene invitata da altri nel frattempo)

- tipo di tanda, "conclude (alla fine Lei) ancora con questo valz? Se mettono il tango nuevo balliamo io e te."

La coppia nonostante tutto rimane in piedi, anche se le lamentele sono all’ordine del giorno e i passi e le figure non sono improvvisati di volta in volta come richiederebbe la creatività del tango e non sono sfruttati i colori per creare il nostro Matisse nel tango.

Ecco qualche esempio invece nel caso sia l’uomo a voler ballare il Tango.

- tutte le occasioni, decide Lui: "se soffri di mal di testa, stasera vado da solo"

- ballerina, sceglie Lui: balla tutte le tande della serata con tutte le donne seguendo un suo carnet dove mette le spunte per ogni tanda andata a segno

- lezione, comanda Lui: ripete l’intera sequenza fino allo sfinimento (della donna naturalmente)

- marca, opta Lui: in base al livello raggiunto dalla ballerina di turno (con la sua che non è molto interessata la marca, è molto più marcata)

- figura, destina Lui: quali e quante farne (i giri fintanto che la sua compagna non cade a terra)

Il Tango Argentino essendo magico qualche volta può invertire i ruoli per cui il trascinato/a (superati i primi due anni in genere) diventa trascinante e quest’ultimo sicuramente si ritroverà a dire: “Pensa un po’… chi l’avrebbe detto? Non c’è più modo di spegnerlo/a…?”. 

Maria Caruso

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