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martedì 27 giugno 2017

Politica martedì 07 febbraio 2017 ore 15:30

"Le zone-distretto sono mostruose"

​Distretti sanitari; in Commissione è il giorno dei sindaci. Mugnai (FI): "Per Grosseto proposta-monstre, 20 comuni e quasi 170 mila cittadini"

CASTEL DEL PIANO — Il vicepresidente della Commissione sanità Stefano Mugnai (capogruppo di Forza Italia), scrive sulla questione dei distretti sanitari individuati dalla Regione.

"Venti Comuni - spiega Mugnai - per un totale di 169.461 persone, entro un’area di 3.105 chilometri quadrati: questo il distrettone sanitario che la giunta regionale avrebbe pensato per l’area Amiata Grossetana-Colline Metallifere-Grossetana. E’ una proposta-monstre". Stefano Mugnai oggi era impegnato nelle audizioni dei sindaci da lui chieste, e ottenute, per parlare di questo argomento. 

I primi cittadini - continua Mugnai - sono intervenuti in massa e tutti, qualunque schieramento politico rappresentassero, hanno espresso il disappunto per la proposta di giunta. Non era mai avvenuto che si ascoltassero i sindaci in commissione. L’esperienza si è rivelata estremamente utile anche per constatare che i sindaci, quando interpellati, dicono cose differenti da quelle asserite dai rappresentanti degli enti locali, come Anci, o dal Consiglio delle autonomie locali. Segno che questi organismi probabilmente rappresentano più le istanze politiche che quelle dei territori.

Per Grosseto, in particolare - prosegue Mugnai - le perplessità sono giunte dal sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna che, al pari del sindaco Filippo Nogarin per la sua zona distretto (Livorno, ndr) trova che il capoluogo di provincia, ovvero il comune di Grosseto, non trovi adeguata rappresentanza in una zona che ‘annacqua’ il peso in mezzo a decine di Comuni. Sembra quasi che ci sia un disegno per isolare i sindaci dei capoluoghi di provincia, non allineati al Pd.

Il problema è che il modello individuato dalla giunta regionale, con la creazione delle tre mega Asl, allontana, inevitabilmente, i momenti decisionali dai rappresentanti dei territori, ovvero i sindaci. Sarebbe stato opportuno almeno tentare di bilanciare, attribuendo ai primi cittadini maggiore forza; almeno per quanto concerne i servizi socio sanitari. 

Invece, così, la giunta procede ad accorpare le zone distretto, creandone alcune mostruose sotto il profilo dimensionale, come nel caso di Arezzo-Casentino-Valtiberina e Amiata Grossetana-Colline Metallifere-Grossetana che rispettivamente aggregano 23 e 20 Comuni, per un totale di 196.807 persone, la prima, e 169.461 la seconda. Il tutto a fronte di zone distretto che abbracciano una popolazione pari anche a un terzo o meno. In un simile disegno, è difficile che si possa ambire a parità di trattamento e a omogeneità di accesso al servizio sanitario in tutte le aree della Toscana.

Molti sono stati gli interventi tesi a soprassedere e, soprattutto, a ottenere un recepimento delle istanze, finora rimaste non accolte da parte della giunta e della maggioranza. 

E’ curioso - conclude il capogruppo di Forza Italia - che per la nuova organizzazione del sociosanitario, la giunta torni dopo anni di esperienze fallimentari a puntare sulle Società della Salute, oggetto di più di un episodio di autoscioglimento per mancanza di obiettivi chiari, e sul cui scioglimento si era espresso all’unanimità l’intero Consiglio regionale, nel dicembre 2013; salvo poi essere riesumate alla vigilia del voto per le regionali; quando il Pd ne riscoprì la vera funzione, quella di sovrastrutture utili soprattutto a produrre consensi di natura vagamente clientelare, piuttosto che servizi".

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